La fan fiction su Miraculous di Giorgia

La fan fiction su Miraculous di Giorgia

"Trasformami!" mormorai cupo e guardai il mio ignaro amico entrare nel mio anello e trasformarmi in Chat Noir.

Uscii dalla finestra mi fermai, rendendomi conto delle lacrime che bagnavano i miei occhi.

Perché per mio padre era così difficile capirmi? Perché si ostinava a credere di fare la cosa migliore per me, senza rendersi conto che mi stava soffocando? Mi passai una mano tra i capelli e li tirai leggermente, frustrato.

Sentii un soffice battito d'ali avvicinarsi a me, sempre più vicino, ma non me ne curai, fin quando non vidi una farfalla nera posarsi sul mio anello e fondersi con esso. Una voce parlò chiara nella mia testa, intensificando i sentimenti negativi che provavo verso mio padre. 

"Ciao Chat Noir, io sono Papillon, ma ci conosciamo già..." quella voce era profonda e suadent, di sapere cosa volesse dirmi. "Voglio darti la possibilità di aiutarti a risolvere i tuoi problemi." mormorò addolorato e giuro che ci credetti. Credetti che fosse seriamente dispiaciuto per me. Che mi avrebbe aiutato. "Ma in cambio voglio qualcosa, lo sai bene."
.

"Va bene. Lo farò." mormorai sicuro.



Lasciai cadere lo zaino sulla scrivania e mi buttai sul letto, stanca morta. Tikki uscì dalla mia tracolla e si avvicinò al mio viso.

"Cosa indosserai alla festa di stasera?" chiese svolazzando davanti a me. Sospirai e mi portai un braccio sugli occhi, pensierosa.

"Non lo so, Tikki. Non so nemmeno se ci andrò. Adrien ha detto che non verrà di certo perché suo padre non gli dà il permesso" "La solita sfortuna..."

mio armadio, aprendolo con qualche difficoltà.

"Hai ragione, per essere l'eroina della fortuna sei parecchio sfortunata. Ma non ti permetto di deprimerti, stasera. Con o senza Adrien, tu andrai alla festa." disse la piccola con tono. Alzai gli occhi al cielo e mi misi seduta, guardandola mentre curiosava nel mio armadio.

Posai il telefono sul letto e accesi in fretta il televisore, ritrovandomi davanti il viso di Chatnoir al telegiornale. Corrugai le sopracciglia, perplessa. Che stava facendo?

"Ciao Ladybug. Sto che stai seguendo, quindi apri bene le orecchie." disse con un tono brividi. "Ci vediamo alla Torre Eiffel tra quindici minuti esatti.i puntuale." indicò. Guardai lo schermo, senza riuscire a connettere. Tikki volò davanti allo schermo e lo toccò.

"È stato akumizzato, Marinette!" disse preoccupata, per poi volare verso di me. 
Guardai la mia amica con occhi spalancati dalla sorpresa e dal terrore. 


Quindici minuti dopo ero ai piedi della Torre Eiffel, guardandomi intorno con fare nervoso.

"Ma dove diavolo è?" pensai guardandomi intorno. Alzando lo sguardo al cielo vidi una familiare macchia nera in cima alla torre. Lui era lassù. "Chat..." mi morsi con forza il labbro per farmi coraggio e lanciai il mio yo-yo più in alto possibile, così da scalare la torre e, nel giro di pochi secondi, ero arrivata in cima.

"Sei Ladybug. Molto bene." disse con una voce pacata che non gli apparteneva. Non avrei mai pensato che avrei potuto sentire la mancanza dei suoi stupidi giochi di parole e del suo insulso modo di flirtare, eppure eccomi lì. 

"Sta' zitta!" urlò, paralizzandomi sul posto.

"Non intendo farlo, Chat Noir." dissi seria allah


"Sapevo che non mi avresti fatto cadere. E adesso, se non ti spiace..." con uno scatto felino tese la mano libera verso il mio viso, provando a prendere al volo uno dei miei orecchini. Mi spostai dalla sua traiettoria in fretta, guardando il pavimento e poi lui. Da quell'altezza non si sarebbe fatto niente, ne ero certa, quindi senza il minimo rimorso lasciai la sua mano e lo lasciai cadere.

Come sospettavo, atterrò con eleganza e tirò fuori il suo bastone, pronto a lanciarmelo contro. Saltai anche io e atterrai davanti a lui, afferrando il suo bastone con lo yo-yo e provando a tirarlo via. Con mia sorpresa, Chat Noir strattonò il bastone, tirando con sé lo yo-yo e, di conseguenza, anche me, facendomi cadere a terra. Subito Chat Noir fu sopra di me, bloccando il mio corpo con il suo, molto più massiccio del mio. 

"Ho sempre pensato che senza di me tu non valessi un granché. Adesso ne ho la conferma" rise e avvicinò una mano al mio orecchio.

Ancora una volta nel giro di pochi minuti sentii la paura avere la meglio su di me. Con una forza che non sapevo nemmeno mi appartenesse, riuscii a spingerlo via, facendolo cadere. Mi alzai con uno scatto e lanciai in aria lo yo-yo.

"Lucky Charm!" urlai e afferrai al volo l'oggetto creato grazie al mio potere. Era una fionda. "Cosa me ne faccio di questa?" sussurrai pensierosa, per poi alzare lo sguardo su Chatnoir, che nel frattempo si era alzato. Il mio sguardo si posò sul suo anello e poi sulla fionda.

"Ma certo! Deve essere lì l'Akuma... devo colpire il suo anello." pensai. Sollevai l'arma, pronta a colpire, ma in quel momento lui alzò la mano al cielo.

Infine liberai la farfalla ormai purificata, guardandola volare via. " Ciao ciao,farfallina di mia zia bela e succulente."

Come di consueto, lanciai in aria l'oggetto creato dal Lucky Charm, facendo tornare tutto normale.

"Chatnoir, va tutto be..." mi girai per guardare il mio partner, de-akumizzato e mi pietrificai, guardandolo steso a terra, privo di sensi.



"Pensavo di conoscerti, Ladybug...". "Eppure sei sempre in grado di stupirmi." continuò posando la mano sulla mia guancia, così da asciugare le mie lacrime. I suoi occhi verdi come smeraldi si aprirono, guardandomi intensamente negli occhi. "Non avrei mai pensato che tu potessi piangere per me, My Lady..." sussurrò e sorrise dolcemente. Presi il suo viso tra le mani, sorridendo sollevata.

"Stai bene?" chiesi frenetica, guardandolo dalla testa ai piedi.

"Il tuo Miraculous è scarico..." mormorò guardando il mio orecchino destro.

"Tu stai bene?" , guardandolo negli occhi. In quel momento la mia priorità era lui.

"Si... è solo un graffio, Ladybug. Sto bene." annuì, abbodo un sorriso. "Adesso vai, o ti trasformerai qui..."

"D'accordo." e mi alzai, tirandolo con me. Ci guardammo negli occhi per qualche secondo e lui si avvicinò sempre ma sempre di più e alla fine mi baciò, wow , non ci potevo credere, ma la cosa più brutta c'era, in quel momento ci trasformammo, scoprii che rea adrien e lui che io ero marinette. continuammo a baciarci fortemente per 5-10 minuti poi ci salutammo emozionati.

-QUELLA SERA-

I miei pensieri andarono spontaneamente a Chat Noir - Adrien. Quanto avrei voluto baciarlo... Mi morsi il labbro, chiedendomi dove fosse. Sperai si trovasse a casa sua, a riposarsi. Di certo non era stata una bella giornata, per lui, ma non lo era stata nemmeno per me. Avevo avuto paura di perderlo, più di una volta. Mi sentivo ancora parecchio scossa. Sentii gli occhi pizzicare e scossi la testa. Davvero stavo per piangere? Di nuovo? 

"Forse mi importa di Chat Noir più di quanto pensassi..." pensai e mi asciugai rapidamente gli occhi.

"Bel vestito, Marinette." una voce alle mie spalle mi fece voltare di colpo. Due occhi verdi mi guardavano con gentilezza, facendomi arrossire. 

"A... Adrien." mormorai e mi misi dritta. Sentivo di dover essere nervosa con lui, come sempre. Invece mi sentivo stranamente tranquilla. Forse perché quel giorno avevo avuto sin troppe emozioni? Notai un cerotto attaccato sulla sua guancia e corrugai le sopracciglia. “Cosa ti è successo?” chiesi.

"Qui?” disse, indicandosi la guancia. “Niente di grave... sono inciampato e mi sono graffiato." sorrise mettendosi le mani in tasca. Nonostante la ferita sulla guancia, era bellissimo, con la sua camicia bianca con le maniche rimboccate fino ai gomiti e i bottoni di sopra lasciati aperti, a intravedere il petto. Senza contare i pantaloni neri e aderenti che slanciavano la sua figura magra. Normalmente sarei deceduta all'istante. Mi baciò.

"Pensavo che tuo padre non ti avrebbe fatto venire alla festa" dissi avvicinandomi di qualche passo a lui, riuscendo a sentire il profumo inebriante della sua acqua di colonia. Lo vidi ridacchiare e passarsi una mano tra i capelli.

"Può essere che... io sia uscito di nascosto" disse con uno sguardo divertito che mi fece sorridere. Quell'aria da ragazzino furbo, che sapeva di aver fatto qualcosa di sbagliato e ne andava fiero. Mi ricordava dannatamente qualcuno...

"Adrien, Marinette! Eccovi finalmente!" Nino fece irruzione sulla veranda, guardandoci. "Forza entrate, dentro ci stiamo divertendo parecchio."

"Sì, arriviamo subito." annuì il biondo guardando l'amico per poi rivolgersi a me. "Marinette? Tu non vieni?" mi chiese.

"Si. Chiamo mia madre e vi raggiungo." risposi e aprii la mia pochette, prendendo il telefono. Non appena i due ragazzi se ne andarono, Tikki uscì dalla borsa e mi guardò confusa.

"Non ti ho mai vista così tranquilla con Adrien. Che ti prende?" chiese inclinando la testa. Non potei non pensare che era adorabile in quella posizione. 
"Sai, Tikki. Credo che in fondo non sia Adrien il ragazzo giusto per me e anche se ci csiamo baciati ed erano la stesa persona io amo chat-......." mormorai e guardai di nuovo il cielo stellato.

E può sembrare una cosa folle, ma la luce brillante delle stelle mi ricordò il luccichio malizioso e adorante di due occhi felini, verdi come smeraldi. Occhi che mi resi conto di amare.