La fan fiction su "Le Origini" di Scarlet

La fan fiction su "Le Origini" di Scarlet

L’atmosfera calma della sera faceva da sfondo ad una Parigi quasi completamente sprofondata nel sonno; di tanto in tanto il rumore di qualche automobile interrompeva la quiete per un breve tempo, prima che il silenzio inghiottisse nuovamente le strade solitamente trafficate e rumorose della città, gremite di passanti e mezzi di trasporto.

In quella nube scura punteggiata di lampioni, quella di una stanza al piano superiore della panetteria era una delle poche finestre ancora illuminate.

“Lo sai, Tikki” disse Marinette mentre si sistemava meglio sotto le coperte, la luce fioca della lampada sul comodino illuminava appena il suo viso e la piccola creaturina che fluttuava accanto a lei “mi sono appena ricordata di che giorno è domani... vediamo se è così anche per te!”

L’espressione sul viso della piccola Kwami si fece interrogativa: rivolse i grossi occhi blu al cielo, riflettendo con una faccia buffa che fece scappare una risatina a Marinette. Ci pensò su per qualche secondo prima di rompere il silenzio con un sospiro e ammettere, un po’ sconsolata “Perdonami, Marinette, ma proprio non mi viene in mente... è forse il compleanno di qualcuno?” azzardò, fissando la ragazza davanti a lei che, sorridendole, la invitò a sedersi sulle sue mani.

“Ci sei andata vicina, Tikki... domani è l’anniversario della prima volta in cui ci siamo incontrate”

“Hai ragione! Che sbadata che sono, Marinette, perdonami!” disse la piccola creatura magica, gli occhioni lucidi a causa del senso di colpa che la stava assalendo lentamente “Avrei dovuto preparare un regalo per te...”

“Non fare così! L’importante non è il regalo, l’importante è passare insieme una bellissima giornata, quindi domani vediamo di fare tante cose insieme, oltre a salvare Parigi se ce ne fosse bisogno, ovviamente!” la rassicurò Marinette, un sorriso dolce e un’espressione rassicurante stampati sul suo volto.

“Mi sembra una bellissima idea! Ahh... ricordo il nostro primo incontro come se fosse ieri! Ero così felice di fare la tua conoscenza!”

“Anche io, Tikki... anche se è successo tutto talmente in fretta che all’inizio credevo si trattasse di un sogno! È stato difficile accettare la realtà, ma da quel giorno è tutto decisamente più divertente, non pensi?”

“Sì! Sono davvero felice che la tua nonna abbia deciso di affidarmi a te! Ha fatto un’ottima scelta!”

“Lo penso anche io... Non perché mi senta all’altezza del compito, mi ci sono abituata solo col tempo, ma almeno ho potuto diventare tua amica, e questo non lo cambierei per niente al mondo!”

“Hai ragione... quella festa di compleanno è stata meravigliosa!”

“Soprattutto quando sei sbucata fuori dalla torta!” la risata di Marinette ruppe ancora una volta l’atmosfera silenziosa “Meno male che nonna è stata attenta e mamma non se n’è accorta... A volte mi dispiace un po’ non poter parlare alle persone che amo della mia seconda vita, se così possiamo chiamarla. Però mi rendo conto che se le persone sbagliate dovessero venirlo a sapere, sarebbe un bel disastro!”

“È per questo che devi mantenere il segreto e continuare a proteggere la città e a compiere buone azioni... è pur sempre per proteggere le persone che ami!” le fece eco Tikki, posandosi delicatamente sulla testa della ragazza, in mezzo alla massa di morbidi capelli lisci. 

“Già. Ora, che cosa ne diresti di-” uno sbadiglio costrinse Marinette ad interrompere a metà la frase, riprendendo poco dopo “di andare a dormire... è piuttosto tardi. E domani ci aspetta una giornata bella piena”

“Giusto” la piccola Tikki spense l’abat-jour e si sistemò sul grosso cuscino, accanto a Marinette. Chiuse gli occhi, ma pochi secondi più tardi la ragazza le rivolse una domanda:

“Sai, Tikki, mi stavo chiedendo... chissà come ha fatto Chat Noir ad incontrare il suo Kwami

“Non lo so proprio Marinette... Ogni Kwami ha una storia diversa, anche se li accomuna il fatto che arrivi un momento nella loro vita in cui è necessario che vadano alla ricerca di colui che diventerà il prossimo eroe e prenda possesso del Miraculous

“Giusto... beh, perdonami per la domanda sciocca, ora ti lascio riposare per davvero”

“Buonanotte Marinette...”

 

Nel frattempo, però, dall’altra parte della città, un Kwami particolarmente affamato divorava in fretta e furia l’ultimo pezzo di Camambert, gentile concessione del possessore del suo Miraculous.

Con il mento mollemente appoggiato sul palmo della mano, un pensieroso Adrien se ne stava affacciato alla finestra della propria stanza, gli occhi alla ricerca delle stelle nel cielo torbido, nascoste dalle nuvole e dalle luci artificiali della città.

“Allora, Plagg, hai finito?” chiese senza voltarsi, essendosi accorto che il rumore dei suoi piccoli denti era cessato da qualche secondo.

“Mmm, quel Camambert era delizioso come sempre, Adrien! Ma sei particolarmente gentile, oggi... è forse successo qualcosa di bello?”

La constatazione della creaturina ebbe come conseguenza che un sorriso lieve si disegnasse sulle labbra del ragazzo; Adrien si voltò a guardarlo, le mani appoggiate sul bordo della finestra “Diciamo solo che, ripensando al nostro primo incontro, mi sono reso conto che non avrei mai voluto rivederti in quello stato...”

“OH- aspetta un momento!” la realizzazione lo colpì violentemente e senza preavviso; fluttuò velocemente accanto a lui e si adagiò sulla sua spalla; gli occhi verdi di Adrien incontrarono i suoi “Non mi starai dicendo che è domani?!”

Una risata fragorosa allontanò definitivamente dal volto di Adrien l’espressione malinconica di poco prima “Proprio così, Plagg

“Cavoli, il tempo vola quando... quando si è circondati da ottimo formaggio”

“Non te la stavi passando esattamente bene, quella volta...” 

“Solo perchè avevo leggermente sbagliato strada. Non è stata colpa mia: e poi il meteo mi è stato avverso”

“Te ne stavi tremante e fradicio in un vicoletto ad aspettare che la persona che cercavi ti comparisse magicamente davanti...” stavolta Adrien incrociò le braccia sul petto e sollevò un sopracciglio inclinando leggermente la testa, lasciando intendere un lieve rimprovero “E meno male che è successo”

“Che ne sarebbe stato di me se non mi avessi trovato e sfamato? Ma soprattutto sfamato...” un pizzico di melodrammaticità nel suo tono di voce strappò l’ennesima risata al biondo, che scosse la testa continuando a sorridere.

“Comunque sia sono io quello che dovrebbe ringraziarti...” il suo tono di voce tornò improvvisamente più serio, ma non era duro “È solo grazie a te se la mia vita è cambiata radicalmente. All’inizio, sai perfettamente quanto mi sentissi solo: avevo una routine noiosa, e per certi versi lo è ancora, soprattutto quando si tratta di posare per set fotografici o cose simili, ma di certo incontrarti mi ha fatto scoprire un lato di me che non conoscevo e che mai credevo sarebbe potuto emergere”

“Ti prego, Adrien, non fare il sentimentale!” scherzò il Kwami, allontanandosi un po’ “Se Chat Noir fosse qui ti direbbe la stessa cosa”

Si guardarono per qualche secondo, prima che entrambi scoppiassero in una sonora risata.