La super fan fiction di Natalia - Parte 8

La super fan fiction di Natalia - Parte 8

«Better Than Words è una canzone fantastica, punto» ammette mia mamma, mentre scende dall’auto.
«No, Alessandra. Tutte sono canzoni fantastiche!» la corregge Sara.
«Sì, ma quella ti rimane in testa e ti rallegra» ribatte mamma.
Mi intrometto anche io, dicendo che tutte ti rimangono in testa e ti rallegrano. Mamma mi fa notare che una canzone come More Than This non ti rallegra affatto. 

Appena esco dalla macchina, mi sento sollevata nel constatare che l’aria toscana è molto più fresca di quella settentrionale. Un leggero venticello soffia, facendo muovere appena le chiome verdi degli alberi che si trovano tutto intorno a noi.
Ci avviamo verso la porta di casa camminando velocemente sul ghiaino. Entriamo nel giardino, dove Crock, il nostro cane, è appisolato. Appena sente i nostri passi, apre gli occhi e ci viene incontro, saltando e abbaiando.
«Ciao, bello!» dico, abbassandomi e grattandolo. Lui mi lecca tutta la faccia.
La porta si apre, e appaiono Francesco e Marta, mio fratello e la sua ragazza.
Francesco ha diciannove anni, è alto, moro, gli occhi scuri color nocciola, in forma. È simpatico e altruista, e ha sempre un grande sorriso sul volto. All’inizio, non avevamo un buon rapporto. Dopo il mio tentativo di suicidio, però, si è preso molta cura di me. Adesso stiamo sempre insieme e ci divertiamo tantissimo.
Marta è alta, i suoi capelli sono neri, lunghi e ricci, la sua carnagione è color caffellatte, i suoi occhi sono azzurri e è molto aperta con la nostra famiglia. La trovo una ragazza fantastica.

Stanno insieme da quattro anni, e stanno pensando di andare a vivere da soli.
Francesco ci viene incontro e mi abbraccia. «NANI!» dice, prendendomi in braccio.
«FRANCE!» esclamo. «Va bene, ora mettimi giù!»
Lui esegue. «Allora? Come è andata?» domanda, mentre Marta si avvicina e ci saluta.
«Benissimo! Ciao Marta!» dico.
«Ehi! Stiamo per firmare un contratto con la Syco, France!» continua Sara, saltellando.
«COSA?» chiede Marta.
«Già!» esclama mamma, strofinando le mani sulle nostre spalle.
Marta ci abbraccia. «Oddio, ragazze! Grandi!»

Entriamo in casa raccontando quello che è successo. Francesco è emozionatissimo, sia perché sua sorella sta per diventare una cantante, sia perché sempre sua sorella ha incontrato i ragazzi. A lui piacciono. Non è un fan sfegatato come Sara o me, ma gli piacciono comunque.
Marta, invece, è Directioner. Quando ha saputo che li abbiamo incontrati, per poco non sveniva.
Ci sediamo tutti e cinque sul divano del soggiorno, una stanza ampia e luminosa da cui si accede direttamente dalla porta d’ingresso. È collegata alla cucina. Davanti al divano, c’è la tv, che è piuttosto grande. A destra della televisione, c’è la mia camera. Procedendo verso destra, ci sono il bagno, il ripostiglio e la camera degli ospiti. Una scala conduce al piano di sopra, dove si trovano la camera dei miei genitori, quella di Francesco e quella di Ilaria, che per tre giorni è, insieme a papà, all’Isola d’Elba.

Mamma prende il suo telefono. «Chiamiamo?» domanda, cliccando su “Rubrica”. Mi batte fortissimo il cuore.
«Sì» dico. Prendo la mano destra di Sara nella mia. Francesco tiene le mani sulle nostre spalle, e Marta avvolge il suo braccio dietro la schiena di mio fratello.
Mamma scorre fino a “Uncle Simon” (ah, già, Niall ha salvato il numero) e chiama. Io le prendo il cellulare e metto in vivavoce.
«Hello…» ci fa una voce dall’altro capo.
Sto per svenire.
«Err, hello, I’m Alessandra Neri. Are you Simon Cowell?» domanda mamma. Inizio a mangiarmi e scorticarmi le pellicine e le unghie fino a fare uscire il sangue.
«Oh, yes! Well, I listened to the girls, and they’re really good!» continua lui.
Sorrido. «Thanks!» dico.
«Oh! Hi!» fa lui.
Marta sembra più emozionata di noi.
Mamma e Simon si mettono d’accordo, e, siccome lui sarà a Roma fra una settimana, decidiamo di fissare un appuntamento per incontrarlo e parlare con lui.

Non riesco ancora a credere a quel che sta succedendo.