La super fan fiction di Natalia - Parte 3

La super fan fiction di Natalia - Parte 3

Tutto lo stadio è pieno, e io e Sara siamo riuscite finalmente a calmarci un po’. Adesso stiamo zitte, se non per bisbigliarci qualcosa all’orecchio come “Non ce la faccio più” o “Mio Dio, li incontreremo”, o ancora “Adesso ci faranno gli autografi icsdì e io mi sposerò con Gliuis e tu con Naial”. 

Le luci sono spente, e il palco è illuminato solo da alcuni faretti bianchi, che durante il concerto dovrebbero colorarsi e illuminare di diversi colori tutto il palco e il resto dello stadio.
Sara ed io non stiamo più nella pelle. Abbiamo praticamente finito tutto il cibo che ci eravamo portate. Siamo cariche di adrenalina fino ai capelli, e non riusciamo ancora a credere che questo sia tutto vero. Ci siamo date svariati pizzicotti per assicurarci di non stare facendo solo un bellissimo sogno.
Mancano dieci minuti alle sei, l’orario in cui la band che aprirà i concerti, i 5 Seconds Of Summer, salirà sul palco per cantare, in due ore, alcune canzoni.
Sto provando a tirare ad indovinare quali canzoni comprenderà la loro scaletta. Probabilmente ci sarà She Looks So Perfect, poiché è la loro canzone di debutto.
La scaletta delle canzoni cantate dai One Direction, invece, è stata pubblicata ad aprile, ovvero quando è iniziato il tour, a Bogotà. Comprende canzoni da tutti e tre gli album, e non sono sicura di riuscire a contenere le emozioni, anche perché metà delle canzoni che canteranno hanno una specie di propensione verso il coming – out di Louis e Harry, come ad esempio You & I, Happily, Little Things e altre. Non vedo l’ora di sentire quest’ultima canzone, perché so già che Niall dirà il suo solito “you sing” alla fine del suo assolo, una specie di rituale del cantante. Adoro quando lo fa, ovvero ogni volta che canta Little Things ad un concerto, o comunque in live. Mi da l’impressione che voglia farci capire che senza di noi, senza il nostro supporto, tutto quello che sono ora sarebbe solo un sogno irraggiungibile. Sara la pensa esattamente come me.
Ad un certo punto i faretti intorno al palco si spengono, e sentiamo dei passi che si dirigono verso il palco. Un boato di alza dallo stadio, e lo schermo dietro al palco si illumina, mostrando i quattro componenti della band australiana. Come avevo previsto, i faretti iniziano a fare luci di diversi colori, illuminando ogni anello con un pigmento diverso. Sento il cuore in gola non appena prendono le loro postazioni. Asthon di mette a sedere dietro la sua batteria, dove il nome della band è illuminato. Luke e Michael prendono le loro chitarre, mentre Calum afferra il suo basso. Io mi inizio subito a sentire male, e Sara caccia un urlo, non troppo forte.
La prima canzone che cantano, a differenza di ogni mia predizione, è Too Late.
Io canto insieme a loro, stonando perché non riesco a sentire bene il sottofondo musicale.
Finita la canzone, procedono con altre, poco famose, forse per mettere una specie di tensione dentro di noi.
Ed infatti, a circa un’ora dall’inizio, a circa un’ora dall’esplosione del mio piccolo cuoricino, Luke posa lo strumento, e così fanno tutti, tranne Ashton, che, primo, non può posare una batteria e secondo, rimane a sedere lì.

«Ciao, Milano! Are you ready for the concert? We’re excited like you! This is the second time we came in Italy, and we really like it, because of PIZZA! We love it. Do you?» domanda.
Si sentono solo grida. Solo noi due urliamo “yes”.
«We’re very happy to be here with you tonight, with our friends, One Direction, who are really excited to sing for you and with us! And we’re, too!» dice Calum. Urla a destra e a sinistra.
«Well, as you know, we are 5 Seconds Of Summer… You knew it, right?» scherza Michael. «Err… We wanted to say that tonight we’re going to sing some of our new songs by our new CD, 5 Seconds Of Summer» continua lui.
Ashton, il ragazzo del gruppo che mi ha colpito più di tutti, si alza in piedi. «We hope you’ll like them. You know, we really like, modestly, our songs, so… If you know the words, please sing!»
E così iniziano a cantare le loro ultime canzoni, quelle più famose.
Prima She Looks So Perfect, con un fantastico assolo di chitarra da parte di Michael.
A seguire Heartache On The Big Screen, The Only Reason, Diconnected, What I Like About You, Don’t Stop e, per finire, un omaggio prezioso alla nostra terra, una canzone di pochi secondi intitolata Pizza. Mi viene da ridere appena intonano “Michael wants another slice, Michael wants another slice, PIZZA! PIZZA!”, ma allo stesso tempo ho le lacrime agli occhi perché non posso credere di averceli davanti.
Fanno qualche discorso riguardo a quanto i loro fan siano importanti per loro, una cosa che mi fa battere forte il cuore, perché è un po’ anche grazie a me se la gente li sta conoscendo.
«Sono bravi!» ci dice mamma, quando finiscono in bellezza, cantando Wherever You Are, e ponendo così fine alla mia vita.
«Già…» dico, con un filo di voce. Chiudo gli occhi e canto la canzone. «Torn in two, and I know I shouldn’t tell you, but I just can’t stop thinking of you, wherever you are. Every night I almost call you, just to say it’s always be you wherever you are» Diviso in due, e so che non dovrei dirtelo, ma non riesco a smettere di pensare a te, ovunque tu sia. Ogni notte sto per chiamarti solo per dirti che sarai sempre e solo tu, ovunque tu sia.
Trovo il testo di questa canzone uno dei più belli che esistano. Parla di due ragazzi che devono dirsi addio, nonostante si amino tantissimo. È una storia molto triste, ed è altrettanto triste sapere che non è un’invenzione, ma che purtroppo a volte capitano queste cose.
Quando finiscono di cantare, mancano venti minuti alle otto, e non posso ancora credere di aver sentito cantare dal vivo i 5 Seconds Of Summer. I ragazzi ci salutano con un caloroso abbraccio a distanza, e dicono che ci rivedremo presto. Questo mi fa supporre che canteranno qualcosa con i One Direction. Dio. Non posso sopravvivere qui dentro per altro tempo. Non riuscirò ad incontrarli, perché prima della fine morirò.
Nei minuti rimanenti alle otto, l’attrezzatura dei 5SOS viene portata dietro le quinte, e le luci si spengono di nuovo. C’è molto subbuglio nello stadio, alcune ragazze continuano a canticchiare le canzoni.
«Niente male, ‘sti Cinque Esse O Esse!» fa mamma.
La guardo con uno sguardo assassino. «Mamma, ti prego…»
Sento ancora il mio petto vibrare, e la mia bocca è asciutta per l’emozione, e poi penso che fra qualche ora tutto questo sarà finito, e mi viene da piangere, e poi penso che sono fortunata, e allora mi viene da piangere ancora di più. Ringrazio mamma per averci accompagnato.
«Di nulla, Nani…» risponde lei, poi ci offre un pezzetto di cioccolato. «Tenete, vi metterà in forze» dice, ricordandomi vagamente la Signorina Chips, l’infermiera di Hogwarts in Harry Potter.
Lo afferriamo e lo sgranocchiamo. Cioccolato con le nocciole, il mio preferito.
Distribuiamo dei pezzi di cioccolato alle nostre vicine, e loro lo accettano molto volentieri. Apriamo le nostre bottigliette di Coca Cola e ne sorseggiamo un po’. Le bollicine mi pizzicano il naso e mi fanno lacrimare gli occhi.

Ad un certo punto, si sente una sirena. Il mio cuore mi balza nel petto. È la sirena dell’Up All Night Tour. Sorrido, ripensando alle notti passate a dormire a casa di Sara, a guardare la live dei concerti. E adesso sono qui, davanti a loro, e fra poco potrò incontrarli di persona.
Tutto lo stadio è in trambusto. Si sentono urla, pianti isterici, risate, parole… Io non posso fare a meno di urlare.
Esce del fumo dai lati del palco, e lo schermo si illumina, mostrando dei video rappresentanti i ragazzi in giro per il mondo, come per promuovere il loro tour negli stadi di tutto il pianeta.
E poi, cinque figure scure compaiono fra l’emozione generale. Non posso credere che siano qui, davanti a me. Per anni ho sperato questo momento, e adesso che sono qui… Oddio. È troppo per me. Non mi merito tutto questo.
Inizio a tremare, ad urlare. Le luci si accendono e uno strepitio di urla e battiti di mani parte da tutto lo stadio.
Sono tutti e cinque lì, bellissimi, davanti ai miei occhi, Niall con la chitarra in mano.
«ONE, TWO, THREE… Straight off the plane to a new hotel, just touched down, you could never tell…»
Il ritmo di Midnight Memories mi scorre nelle vene. Osservo i ragazzi, cantando insieme a loro. Mi si ferma un groppo in gola. Non riesco ancora a realizzare di averli di fronte.
Sono fantastici, le loro voci fantastiche, i sorrisi che ci rivolgono sono fantastici, i loro modi sono fantastici. Loro sono fantastici. 

«Ehi, Sari, conosci i One Direction?»
«I One che?»
«Big house party with a crowded kitchen, people talk shhh… but we don’t listen» Mio Dio, Harry.
«I One Direction! Sono un gruppo nuovo. È uscito il video della loro prima canzone, sono forti! Ti va di vederlo?»
«Mh… ok!»
«Tell me that I’m wrong but I do what I please» Louis, canti divinamente. Sara urla. 
«One Direction… Una Direzione… Da dove vengono fuori?»
«Sono arrivati 3° ad XFactor U.K.»
«Way too many people in the Addison Lee»
«Ah… wow…»
«Allora, vuoi ascoltarli o no?»
«Now I’m in the age that I know what I need, ohwoh…»
«Ti ho detto di sì! Come si chiama la canzone?»
«Uhm… What Makes You Beautiful, mi pare…»
«MIDNIGHT MEMORIES, OH, OH, OH, OH, OH, OH… » Un mix di voci perfette. Non ce la posso fare.
«Ecco qua… Che te ne pare?»
«Sai che ti dico? Non sono per niente male!»
«BABY, YOU AND ME, STUMBLING IN THE STREET, SINGING, SINGING, SINGING, SINGING!»
«Sara! Oddio, Sara!»
«Hai visto anche tu il video di Gotta Be You?»
«MIDNIGHT MEMORIES, OH, OH, OH, OH, OH, OH…»
«Nani, fra tre minuti esce…»
«AND YOU’VE GOT THAT ONE THIIIING!»
«ANYWHERE WE GO, NEVER SAY NO, JUST DO IT, DO IT, DO IT, DO IT!»

Nella mia mente si formano tanti flashback riguardanti l’inizio di tutto. Pensai a quanto io e Sara piangemmo quando vedemmo il video di Little Things, e quanto ridemmo con quello di Kiss You.
E alla notte insonne del 18 e 19 maggio, che ancora non credevamo di essere rimaste a casa.
Mi sento tremare tutta, perché fino a nove mesi fa, questo era un sogno irraggiungibile, ed invece oggi sono qui, con le persone più a me più care, davanti a degli angeli idioti con dei microfoni in mano.
«Mamma, ehm, senti… Dopodomani escono i biglietti per il Where We Are Tour degli 1D…»
«Dipende da quanto costa, Nani. Sai che vorrei mandarti, ma se abbiamo problemi come l’anno scorso, mi sa che dovrai rimandare al 2015…»
«Ma, mamma…»
«Non preoccuparti. Magari, costano poco…»

Lo stadio è colmo di energia.
«Five-foot something with the skinny jeans, don’t look back, baby, follow me…» Dio. Liam. Vai a quel paese.
«I don’t know where I’m going, but I’m finding my way! Same old shit – urla per la parola che non avrebbe dovuto dire ma che ha detto – but a different day…» Oh. L’assolo di Niall. Sento freddo e caldo e mi sento al settimo cielo perché è perfetto, questa canzone è perfetta, tutti e cinque sono perfetti, questa è una giornata perfetta.
Riparte il ritornello. Non si sente nemmeno un urlo: cantiamo tutte. È anche questo che ci rende “diversi” dagli altri. Siamo l’unica nazione che, durante i concerti dei ragazzi, canta e non urla.
E poi di nuovo l’assolo di Niall. E poi quello di Harry. E la parte di battiti di mani. E io non ci riesco, a sopravvivere.