La super fan fiction di Natalia - Parte 12

La super fan fiction di Natalia - Parte 12

«Ciao, Katia! Ebbene sì! È uscito oggi il primo album delle giovani cantanti Half An Hour, sei ragazze italiane che hanno fatto un debutto mondiale grazie ad un Tweet della famosa boyband angloirlandese One Direction. Il gruppo, inizialmente formato solo da sue persone, Natalia e Sara, sta per fare un grande annuncio, e noi siamo qui, in diretta, per farvelo sentire. Ecco che le ragazze si accomodano. Vorrei farvi vedere le persone che ci sono qui, è una cosa incredibile! Wow! Come potete sentire, il pubblico è in delirio. Ma ora, vediamo cosa ci dicono! Vorrei ricordarvi che potete vedere tutto questo in diretta su livestream.com!» esclama Jeremy Houdston, il famoso cronista della radio nazionale inglese.

«Buongiorno a tutti! Siamo le Half An Hour e vogliamo fare un annuncio mooooolto importante!» dice Sara, avvicinandosi al microfono.
«Esatto! Come ben saprete, oggi è uscito il nostro primo album…» fa Mara.
Mi sento allegra nel sentire le miriadi di urla provenienti dai fan davanti a noi.
«E, innanzitutto, vorremmo ringraziarvi per tutto il vostro supporto! Siete mitici!» urla Michela.
Ognuna di noi ringrazia a modo suo i fan, poi io prendo parola. «Abbiamo deciso di fare questo annuncio per informarvi che il prossimo mese usciranno le date del nostro primo tour, intitolato To The Moon And Back Tour!»

Sento le grida farsi sempre più forti.
Non posso credere di avere dei fan che ci supportano così tanto.
Vorrei poterli ringraziare uno ad uno, ma so che è impossibile.
Mi chiedo come sia possibile che siamo diventate così famose.
Dopo aver parlato, ci alziamo e salutiamo tutti.
Dietro le quinte, sento qualcuno correre verso di me. 
Mi giro. 
C’è Ilaria.
Mi vengono le lacrime agli occhi. 
Non la vedo da ben sei mesi. 
Le vado incontro e l’abbraccio stretta a me.
La guardo dritta negli occhi azzurri. È cresciuta molto, si è alzata, i suoi capelli biondi sono più lunghi e persino i suoi lineamenti sono più marcati.

Stiamo per vari minuti abbracciate a piangere e a ridere, poi mi sussurra solo una cosa all’orecchio. «Sono fiera di te»
Detto questo, le mie guardie del corpo mi prendono e mi portano via, lontano da lei, e mi sento un nodo alla gola.
Mi manca tantissimo la mia famiglia. Come vorrei poter restare con loro. E invece, la fama mi sta pian piano togliendo tutti i miei diritti da ragazza sedicenne.

Epilogo

«Manca un minuto all’inizio dello show!» mi informa Niall, mentre si mette la maglietta.

«Oddio!» esclamo. Lo abbraccio e non mi stacco più finché non me lo dice lui.
«Dai, Nat. Dopo hai tutto il tempo che vuoi per stare con me!» dice, schioccandomi un dolce bacio sulla fronte.
«Ok, ok, mi stacco…» gli faccio io, facendo finta di essere offesa.
«Oh, no, mio piccolo cupcake, adesso non sentirti triste…» sussurra, accarezzandomi la guancia. Io gli mordo la mano. Lui la ritrae e la scuote «Ahi! Ma cosa sei, una ragazza o un cane?» 

Rido.

Mi alzo in piedi e lui mi prende per i fianchi. «Sai, quando ti ho conosciuta sembravi così ingenua… Adesso ti metti ad attaccare i morsi anche al tuo ragazzo?» mi chiede, poi sfiora le mie labbra con le sue.
Sara entra di scatto. «RAGAZZI! VENI… Oh, ho… ho interrotto qualcosa?»
Arrossisco. «Eh? No, no! Stavamo giusto per venire, vero Niall?» gli domando, dandogli un colpo col gomito e sorridendo alla mia amica.
«Oh, sì! Certo!» continua lui.
Lei sorride. «Forza, è tempo di iniziare!»
Dal camerino riesco già a sentire le urla dei fan. 
I fari si sono accesi.
Lo sento dalla carica delle grida.
Ci riuniamo tutti e quindici a cerchio. Mettiamo una mano sopra l’altra. 
«UNO! DUE! TRE! SPACCHIAMO!» sussurriamo.
Poi, ci posizioniamo sulle piattaforme che ci faranno salire sul palco.
Sento la spinta che mi fa pian piano salire.
Ed eccoci sul palco.
«HELLO, AND WELCOME TO THEJUST FIFTEEN GUYS TOUR!» urliamo, coi microfoni alla bocca.
E so già come andrà.
Anche questo concerto finirà.
E i fan torneranno a casa.
A ripensare alla bella serata.
E chi si è visto, si è visto.

Ma volevo dire una cosa a coloro che credono che nulla sia possibile. A quelli che vogliono mollare. A quelli che, ogni notte piangono e che, ogni giorno, fanno sorrisi falsi. A quelli che si arrendono. A quelli che non credono nel never say never.

A tutte queste persone, vorrei dire solo questo. Se vi facessi sapere che siamo qui, per voi, forse amereste voi stessi come noi vi amiamo.